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Ho ripreso il tuo primo intervento al quale il consiglio più logico è: cambia avvocato. Se anche questa opzione non ha dato esito positivo, potrebbe essere che non riusciate a comprendervi. Poiché il problema potrebbe essere dovuto all'incomprensione ti consiglio di coinvolgere un tecnico che...
Fra le righe uno potrebbe capire che se l'avvocato non è in grado di risolverti il problema, magari un altro, più determinato, potrebbe essere più adatto. E' cosi difficile leggere fra le righe?
Che pazienza, attendere 4 anni, confermata dal fatto che anche l'avvocato non riesca a comunicare con l'amministratore. Non è che anche lui abbia la stessa tua pazienza?
Se l'impianto è d'aspirazione non può essere di espirazione, quindi vuol dire che manca delle valvole o apparati di ritegno che non permettano il rientro dei miasmi dalla condotta che da aspirante diventa espirante. L'impianto è difettoso o altrimenti lo è il manutentore!
Un problema che non viene tenuto nella debita considerazione è che se un utente dovesse incappare in un incidente imputabile a cattiva manutenzione dello spazio, il condominio sarebbe chiamato a risponderne. Per gli eventuali danni sarebbe sufficiente un'adeguata assicurazione, dal lato penale...
Ritengo che non facendo parte della struttura dell'immobile e che sia un rivestimento, la cui manutenzione sia a cura dell'immobile al quale è annesso, sia di sua competenza.
Senza considerare che usare saltuariamente una presa nell'impianto comune per un aspirapolvere o un trapano è molto diverso da ricaricare le batterie dell'auto elettrica ogni notte: ogni ricarica assorbe almeno 10, 15 € di energia.
Precedentemente avevi scritto:
Certamente che l'attività che si svolge in quei locali deve essere compatibile con la destinazione indicata nel progetto.
Comunque io farei una visura catastale per capire che destinazione hanno quei locali e magari l'amplierei all'ufficio tecnico comunale per conoscere la loro destinazione d'uso. Ma perché non accedono dall'ingresso diretto, forse è poco pratico?